Cosas en común

Cosas en común

Del blog del poeta español Jesús Pacheco Pérez

Maldito silencio

“Cosas en común”

JOAN MARGARIT

Habernos conocido

un otoño en un tren que iba vacío;

La radiante, aunque cruel

promesa del deseo.

La cicatriz de la melancolía

y el viejo afecto con el que entendemos

los motivos del lobo.

La luna que acompaña al tren nocturno

Barcelona-París.

Un cuchillo de luz para los crímenes

que por amor debemos cometer.

Nuestra maldita e inocente suerte.

La voz del mar, que siempre te dirá

dónde estoy, porque es nuestro confidente.

Los poemas, que son cartas anónimas

escritas desde donde no imaginas

a la misma muchacha que un otoño

conocí en aquel tren que iba vacío.

Joan Margarit

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La distruzione degli stereotipi di genere nella musica / FEMALE EDITION

Ora con te, la versione femminile dell’articolo della scrittora italiana Micalena…/Ahora con ustedes, la versión femenina del artículo de la escritora italiana Micalena…

M I C A L I E N

TI MANCA UN TASSELLO : MALE EDITION

Nella giornata di ieri, abbiamo iniziato la nostra navigazione nella scoperta di chi, nell’ambito musicale, ha contribuito alla ridefinizione e all’abbattimento degli stereotipi di genere.
Oggi ci dedicheremo allo stesso discorso effettuando però un mite trasferimento all’interno della sfera femminile.

Prima di cominciare, è necessario porre una piccola premessa dal momento in cui, il gender gap, è la salsa rosa sui gamberetti di questo articolo: il numero di donne in ambito musicale, è estremamente basso rispetto al numero di uomini, in tema di performing, autorato e mondo manageriale.
Potete trovare un articolo super interessante, in termini di numeri e dati alla mano, che vi lascio QUI.

Tornando sulla via di casa, quali sono le donne che hanno marciato e contribuito alla distruzione dei pregiudizi dettati dal genere di appartenenza?
Scopriamo insieme alcune delle nostre pioniere!

MADONNA

Madonna è da considerare un’icona…

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La distruzione degli stereotipi di genere nella musica / MALE EDITION

Dallo scrittora italiana/ De la escritora italiana Micaela

M I C A L I E N

Ancora freschi – si fa per dire – di giugno, lo salutiamo con la mano e ci facciamo carico di un sacco di eventi e di un sacco di ricorrenze.
La ricorrenza per antonomasia di questa mensilità, infatti, riguarda la celebrazione del Pride, in memoria degli avvenimenti correlati ai moti di Stonewall – potete recepire qualche info di natura maggiormente tecnica in un interessante articolo su wired.it.

Giugno è stato dunque portatore di manifestazioni, colori e postille importanti e l’inizio di luglio mi ha offerto spunti altrettanto importanti su un argomento che riguarda sì, la realtà LGBTQ, ma che rappresenta uno specchietto relativo alla comunità generale: gli stereotipi di genere.

Gli stereotipi di genere sono preconcetti, idee, convenzioni generali che definiscono – o dovrebbero definire – una persona in base al suo sesso biologico di appartenenza.
Questa tipologia di stereotipo può riguardare diverse sfere della quotidianità, dal lavoro alla famiglia…

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El invierno en despedida

El invierno en despedida

No soñaba contigo desde la primavera anterior. Eso fue, claro, después de la leva y el traslado, pero todavía una noche de guardia tras un duro entrenamiento, pude soñarte una última vez. Nadabas bajo cierta profundidad en un río tranquilo y diáfano, rodeada de algunas penumbras pues no era mediodía, despacio aunque usando todo tu cuerpo, como un pez que apenas conociera el agua. Perdón, Sasha, sé que te gustaría leer otras cosas más inmediatas, pero, de entrada, responderé más tarde a todas tus preguntas elementales y, segundo, existen 2 razones para iniciar ésta, mi primera carta autorizada desde el cuartel, con mi sueño. Soñé contigo, eso es noticia. Sin embargo, aquí, ahora, mientras escribo y se me sale el recado de que Semion fue descuidado al desarmar su mina antipersona, la verdadera noticia es que he soñado. El resto, antes y quizá de este punto en adelante, son sólo pesadillas.

Nadabas, te decía, completamente desnuda, grácil y atlética, sin asomarte siquiera a respirar, a verme cómo te contemplaba desde la orilla sentado en las raíces del mango, ¿Te acuerdas de aquel mango, el del columpio que nos costó amarrar?, absorto en la Seguir leyendo “El invierno en despedida”